
Indice
- 1. Che cos’è la statua dell’Apollo del Belvedere?
- 2. Qual è la storia dell’Apollo del Belvedere?
- 3. Perché l’Apollo del Belvedere era considerato un ideale di bellezza?
- 4. Perché l’Apollo del Belvedere fu portato a Parigi?
- 5. Dove si trova l’Apollo del Belvedere in Vaticano?
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Che cos’è la statua dell’Apollo del Belvedere?
L’Apollo del Belvedere è una statua romana in marmo raffigurante Apollo. Il Vaticano la attribuisce a una bottega degli inizi del II secolo d.C. che si ispirò a un bronzo greco perduto tradizionalmente associato a Leocare.
L’ Apollo del Belvedere è una scultura romana in marmo alta circa 2.24 metri, realizzata sulla base di un bronzo greco perduto tradizionalmente associato a Leocare. Raffigura il dio della luce, della musica e della profezia nell’atto di avanzare, con il braccio destro disteso dopo aver scoccato una freccia. Per circa tre secoli è stata tra le sculture più ammirate d’Europa e un punto di riferimento per il gusto neoclassico.
In breve: Apollo del Belvedere · marmo, circa 2.24 m · bottega romana dei primi decenni del II secolo d.C. · da un bronzo greco del IV secolo a.C. · Cortile Ottagono, Museo Pio Clementino, Musei Vaticani.
Qual è la storia dell’Apollo del Belvedere?
Nel 1508 la statua si trovava già nel Belvedere vaticano. La sua storia successiva comprende il trasferimento a Parigi sotto Napoleone e il ritorno a Roma.
Secondo la documentazione dei Musei Vaticani, la statua fu ritrovata a Roma nel 1489, tra le rovine di un’antica domus sul colle Viminale. Entrò nella collezione del cardinale Giuliano della Rovere, divenuto papa Giulio II nel 1503, e fu collocata nel Cortile del Belvedere intorno al 1508: lo stesso pontefice commissionò la volta della Cappella Sistina e le Stanze di Raffaello. Insieme al Laocoonte, l’Apollo costituiva uno dei fulcri della prima esposizione papale di antichità in quel cortile; il Torso del Belvedere entrò nella collezione pontificia separatamente e non fece parte allo stesso modo di quell’allestimento originario.
Perché l’Apollo del Belvedere era considerato un ideale di bellezza?
Generazioni di artisti e scrittori considerarono l’Apollo un modello di bellezza ideale. Questa fama appartiene alla storia del gusto, anziché rappresentare una graduatoria oggettiva delle opere scultoree.
All’incirca dal 1760 al 1830, l’Apollo del Belvedere fu considerato il massimo esempio superstite di scultura classica. Johann Joachim Winckelmann lo descrisse come la più alta espressione della bellezza ideale, e suoi calchi in gesso erano presenti nelle accademie d’arte di tutta Europa. Il suo primato assoluto si ridimensionò poi per una concomitanza di ragioni: una conoscenza diretta molto più ampia della scultura greca, il cambiamento di gusto introdotto dal Romanticismo e la consapevolezza, maturata negli studi, che l’Apollo fosse un’opera romana derivata da un originale greco, anziché un capolavoro greco in sé. Oggi viene studiato come importante scultura romana in marmo e come testimonianza dell’evoluzione delle idee di bellezza in Europa.
Perché l’Apollo del Belvedere fu portato a Parigi?
Fu trasferito a Parigi sotto Napoleone. Il suo allontanamento e il successivo ritorno si inseriscono nella più ampia storia delle opere d’arte vaticane confiscate.
In base al Trattato di Tolentino, il papato cedette un lungo elenco delle sue opere più preziose, e l’Apollo del Belvedere fu trasferito a Parigi insieme al Laocoonte. Le statue furono esposte al Louvre fino alla sconfitta di Napoleone, dopo la quale vennero restituite a Roma. Quell’elenco è esso stesso un documento storico: testimonia quali fossero i tesori che il Vaticano considerava più importanti alla fine del XVIII secolo.
Dove si trova l’Apollo del Belvedere in Vaticano?
L’Apollo del Belvedere si trova nel Cortile Ottagono del Museo Pio Clementino. Abbinate questa sosta alla visita del Laocoonte, anziché cercarlo nelle gallerie di pittura.
- Dal Cortile della Pigna, seguite le indicazioni per l’ala del Museo Pio Clementino.
- Il Cortile Ottagono si trova a pochi minuti da lì, anche se possono essere previsti sensi unici di visita e modifiche al percorso.
- L’Apollo si trova in una nicchia su un lato del cortile; il Laocoonte è in un’altra nicchia poco distante, e nel cortile si trova anche il Perseo di Canova.
- Prevedete circa cinque minuti. Poiché la statua è collocata in una nicchia, osservatela dalle angolazioni consentite dal cortile, senza aspettarvi di poterle girare intorno.
Domande frequenti
Quanto è antico l’Apollo del Belvedere?
I Musei Vaticani lo attribuiscono a una bottega romana attiva nei primi decenni del II secolo d.C., che si ispirò a un bronzo greco perduto tradizionalmente associato a Leocare. Lo trovate nel Cortile Ottagono del Museo Pio Clementino, dove potete prevedere anche una sosta davanti al Laocoonte.Dove fu ritrovato?
Secondo la documentazione degli stessi Musei Vaticani, fu ritrovato a Roma nel 1489, tra le rovine di un’antica domus sul colle Viminale, non ad Anzio, come sostengono alcuni racconti divulgativi del passato. È importante distinguere il marmo romano dal bronzo greco perduto tradizionalmente associato a Leocare.Da dove deriva il nome?
Dal Cortile del Belvedere, dove papa Giulio II lo fece collocare intorno al 1508. Lo trovate nel Cortile Ottagono del Museo Pio Clementino, dove potete prevedere anche una sosta davanti al Laocoonte. La sua fama di ideale di bellezza appartiene alla storia della ricezione dell’opera: non è un giudizio oggettivo che i visitatori debbano necessariamente condividere.Vale la pena vederlo dopo il Laocoonte?
Sì: entrambi si trovano nello stesso Cortile Ottagono, in nicchie su lati diversi. È importante distinguere il marmo romano dal bronzo greco perduto tradizionalmente associato a Leocare. Il museo attribuisce l’opera a una bottega romana attiva nei primi decenni del II secolo d.C., anziché identificarla come un originale superstite dello scultore greco.Perché un tempo era considerata la più grande statua mai realizzata?
A partire da Winckelmann, negli anni Cinquanta del Settecento, e fino alla metà dell’Ottocento, fu considerata il vertice della bellezza classica. L’evoluzione degli studi, il gusto romantico e una conoscenza diretta molto più ampia della scultura greca ne ridimensionarono in seguito il primato assoluto. La trovate nel Cortile Ottagono del Museo Pio Clementino, dove potete prevedere anche una sosta davanti al Laocoonte.Napoleone lo portò davvero via?
Fu trasferito a Parigi in seguito al Trattato di Tolentino ed esposto al Louvre fino al suo ritorno a Roma dopo la sconfitta di Napoleone. È importante distinguere il marmo romano dal bronzo greco perduto tradizionalmente associato a Leocare. Prima di programmare la vostra sosta, verificate il percorso museale attuale e gli avvisi relativi alle sale.Altre guide sul Vaticano
Laocoonte
Il vicino dell’Apollo nel Cortile Ottagono.
Museo Pio Clementino
L’ala che ospita l’Apollo.
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Itinerario in Vaticano
Dove inserire l’Apollo nel percorso.
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