
Indice
- 1. Che cosa raffigura il Laocoonte dei Musei Vaticani?
- 2. Come fu riscoperto il Laocoonte nel 1506?
- 3. Che cosa accadde al braccio mancante del Laocoonte?
- 4. Perché il Laocoonte è importante nella storia dell'arte?
- 5. Dove si trova il Laocoonte in Vaticano?
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Che cosa raffigura il Laocoonte dei Musei Vaticani?
Il gruppo marmoreo raffigura Laocoonte e i suoi due figli aggrediti da serpenti marini. Le fonti antiche non concordano su quale divinità abbia inviato i serpenti, perciò la vicenda non ha una versione del tutto univoca.
Un gruppo scultoreo in marmo alto circa due metri che raffigura Laocoonte, un sacerdote di Troia, e i suoi due figli aggrediti da enormi serpenti marini. I volti esprimono una sofferenza estrema e i corpi si torcono nello sforzo. È una delle sculture antiche più influenti mai riportate alla luce.
Come fu riscoperto il Laocoonte nel 1506?
Il gruppo fu riscoperto a Roma nel gennaio 1506. Giulio II lo acquistò immediatamente e Michelangelo fu chiamato sul luogo dello scavo insieme a Giuliano da Sangallo.
Il 14 gennaio 1506 un proprietario terriero romano di nome Felice de Fredis trovò la scultura nella sua proprietà sul colle Esquilino. Michelangelo, che all'epoca lavorava a Roma, fu chiamato sul posto insieme all'architetto pontificio Giuliano da Sangallo, il quale, secondo le testimonianze, la identificò subito come il Laocoonte descritto da Plinio. Papa Giulio II la acquistò immediatamente e l'opera divenne uno dei nuclei originari della collezione pontificia di antichità. Non rimase a Roma ininterrottamente: le truppe francesi la trasferirono a Parigi nel 1798 e tornò dopo la sconfitta di Napoleone.
Che cosa accadde al braccio mancante del Laocoonte?
Il braccio mancante fa parte della storia dei restauri della scultura. Confrontate la disposizione con il braccio piegato con la precedente ricostruzione a braccio disteso, descritta qui sotto.
Quando il gruppo fu ritrovato, mancava il braccio destro di Laocoonte, che i restauratori successivi integrarono con un braccio disteso. Nel 1906 l'archeologo Ludwig Pollak si imbatté in un braccio di marmo piegato nella bottega di uno scalpellino a Roma; in seguito fu riconosciuto come l'originale, ripiegato all'indietro sopra la spalla. Nel 1957 i Musei Vaticani ricollocarono quel braccio sulla scultura. Il cambiamento modifica radicalmente la composizione: da un gesto teatrale rivolto verso l'esterno a una lotta più raccolta e interiore.
Perché il Laocoonte è importante nella storia dell'arte?
La scultura influenzò Michelangelo e altri artisti del Rinascimento. Le torsioni dei corpi e le espressioni permettono di studiare come la scultura antica abbia plasmato l'arte successiva.
Il Laocoonte influenzò profondamente Michelangelo e altri artisti del Rinascimento, e i suoi corpi tesi e contorti entrarono direttamente nel linguaggio della successiva scultura barocca, comprese le composizioni dinamiche di Bernini. Divenne anche un riferimento centrale nella teoria dell'arte: nel suo saggio del 1766, Lessing lo utilizzò per discutere i limiti della poesia e delle arti visive. Poche singole opere riportate alla luce hanno inciso così profondamente sul dibattito artistico occidentale.
Dove si trova il Laocoonte in Vaticano?
Cercate il Laocoonte nel Cortile Ottagono del Museo Pio-Clementino. Per raggiungere il cortile, seguite la segnaletica presente nel museo, anziché aspettarvi di trovarlo in un lungo corridoio al chiuso.
- Entrate nei Musei Vaticani e attraversate il Cortile della Pigna.
- Seguite le indicazioni per l'ala del Museo Pio-Clementino, tenendo presente che i percorsi a senso unico possono cambiare.
- Il Cortile Ottagono si trova a pochi minuti di cammino più avanti. Il Laocoonte occupa una nicchia dedicata, mentre l'Apollo del Belvedere si trova in un'altra nicchia dello stesso cortile.
- Dedicate alla visita 5–10 minuti. Poiché la scultura si trova in una nicchia, non potete girarle intorno: osservatela quindi dalle angolazioni che il cortile offre.
Domande frequenti
A quando risale il Laocoonte?
Secondo i Musei Vaticani, sembra prevalere una datazione intorno al 40–30 a.C., sebbene la paternità del gruppo e il suo rapporto con le precedenti tradizioni greche restino oggetto di dibattito. Cercatelo nel Cortile Ottagono, il cortile a pianta ottagonale del Museo Pio-Clementino.Chi raffigura?
Laocoonte, un sacerdote troiano, e i suoi due figli aggrediti da serpenti marini. Le fonti antiche non concordano: la descrizione degli stessi Musei Vaticani cita sia Atena sia Poseidone come divinità responsabile dell'invio dei serpenti. Il gruppo raffigura insieme il sacerdote e i suoi due figli: osservate quindi tutte e tre le figure, anziché soffermarvi soltanto sul volto centrale.Dove si trova in Vaticano?
Nel Cortile Ottagono, il cortile a pianta ottagonale del Museo Pio-Clementino. Cercatelo nel Cortile Ottagono, il cortile a pianta ottagonale del Museo Pio-Clementino. Conoscerne la posizione vi aiuterà a programmare una tappa mirata, senza doverlo cercare in ogni galleria di scultura al chiuso lungo il percorso verso la cappella.Come arrivò in Vaticano?
Papa Giulio II lo acquistò subito dopo la sua riscoperta a Roma nel gennaio 1506. Il gruppo raffigura insieme il sacerdote e i suoi due figli: osservate quindi tutte e tre le figure, anziché soffermarvi soltanto sul volto centrale. La datazione e il rapporto con le precedenti tradizioni greche vanno considerati con le stesse cautele adottate dal museo.È sempre rimasto in Vaticano?
No. Le truppe francesi lo trasferirono a Parigi nel 1798 durante le spoliazioni napoleoniche; tornò a Roma dopo la sconfitta di Napoleone. Cercatelo nel Cortile Ottagono, il cortile a pianta ottagonale del Museo Pio-Clementino. Conoscerne la posizione vi aiuterà a programmare una tappa mirata, senza doverlo cercare in ogni galleria di scultura al chiuso lungo il percorso verso la cappella.Michelangelo lo vide?
Sì: fu chiamato sul luogo dello scavo insieme all'architetto pontificio Giuliano da Sangallo. Il gruppo influenzò profondamente Michelangelo e altri artisti del Rinascimento. Il gruppo raffigura insieme il sacerdote e i suoi due figli: osservate quindi tutte e tre le figure, anziché soffermarvi soltanto sul volto centrale.Altre guide sul Vaticano
Museo Pio-Clementino
L'ala che ospita il Laocoonte.
Apollo del Belvedere
Il vicino del Laocoonte nel Cortile Ottagono.
Capolavori del Vaticano
L'elenco delle opere da non perdere.
Michelangelo in Vaticano
Le sue opere all'interno dei Musei.
Guida completa alla visita dei Musei Vaticani Scoprite sulla mappa le attrazioni di Roma suddivise per zona