La costruzione dell'attuale Fontana di Trevi iniziò nel 1732 su progetto di Nicola Salvi e fu completata nel 1762, dopo la sua morte. La storia del suo approvvigionamento idrico risale all'acquedotto dell'Aqua Virgo, realizzato da Agrippa nel 19 a.C., ma il monumento barocco non corrisponde al punto terminale originario dell'acquedotto romano.
Questa è la storia completa della Fontana di Trevi: come un generale romano assetato diede impulso alla costruzione di un acquedotto nel 19 a.C., perché la città medievale se ne dimenticò per mille anni, che cosa Bernini rischiò di costruire in questo luogo e come Nicola Salvi riuscì infine a trasformare il retro di un palazzo privato nella fontana più scenografica del mondo.
In che modo l'acquedotto dell'Aqua Virgo diede inizio alla storia della Fontana di Trevi?
La storia ha inizio nel 19 a.C., quando Marco Vipsanio Agrippa — genero dell'imperatore Augusto e artefice del Pantheon originario — aveva bisogno di rifornire d'acqua le sue nuove terme pubbliche nel Campo Marzio. Commissionò un acquedotto che, da sorgenti situate circa 14 km a est della città, portava l'acqua nel Campo Marzio per alimentare quelle terme. Il sito dell'attuale Fontana di Trevi corrisponde alla successiva mostra monumentale — la fontana pubblica di rappresentanza — del sistema dell'Acqua Vergine ripristinato, anziché al punto terminale originario dell'acquedotto di Agrippa.
Secondo la leggenda tradizionale, una giovane indicò ai soldati romani la sorgente che alimentava l'acquedotto: un racconto tramandato da autori romani successivi, più che un fatto storicamente accertato. L'acquedotto prese il nome di Aqua Virgo — «Acqua Vergine» — e il nome sopravvive ancora nell'italiano moderno come Acqua Vergine.
L'Aqua Virgo era insolito per un acquedotto romano: correva quasi interamente sottoterra, anziché sulle imponenti arcate che si possono ammirare al Parco degli Acquedotti. Ecco perché ne rimangono così poche tracce in superficie e perché la maggior parte dei visitatori non sa che l'acqua che oggi arriva alla Fontana di Trevi proviene ancora dalla stessa sorgente di 2,000 anni fa.
Che cosa accadde alla Fontana di Trevi durante il Medioevo e il Rinascimento?
Come gran parte delle infrastrutture di Roma, l'Aqua Virgo fu danneggiato durante le guerre gotiche del VI secolo. A differenza della maggior parte degli altri acquedotti, però, venne infine riparato e continuò a portare acqua, diventando così l'unico acquedotto dell'antica Roma a funzionare ininterrottamente per tutto il Medioevo.
Nel 1453, papa Niccolò V — lo stesso pontefice che avviò la ricostruzione del Vaticano — commissionò una semplice fontana a tre vasche nel punto terminale dell'acquedotto. Era modesta, funzionale e somigliava ben poco a quella che vediamo oggi. Per i romani era semplicemente il luogo dove attingere acqua potabile.
Il racconto che sentirete dalle guide — secondo cui la fontana «celebra» la scoperta delle sorgenti dell'acquedotto — risale a questo periodo. I bassorilievi nella parte superiore della facciata della fontana attuale raffigurano ancora la leggenda della vergine che indica la sorgente e Agrippa che approva la costruzione.
Che cosa propose Bernini per la Fontana di Trevi?
Nel 1629, papa Urbano VIII, il più importante mecenate pontificio di Bernini, incaricò l'architetto di ripensare completamente la fontana. Bernini propose un radicale cambio di orientamento: la fontana sarebbe stata rivolta verso il colle del Quirinale, così che il papa potesse ammirarla dalle finestre del suo palazzo. Fece persino demolire alcuni edifici adiacenti per liberare spazio.
Il progetto naufragò alla morte di Urbano VIII, nel 1644. Il suo successore, papa Innocenzo X, era notoriamente ostile a tutto ciò che Urbano VIII aveva sostenuto, e a Bernini in persona. I finanziamenti svanirono. I bozzetti di Bernini furono accantonati per quasi un secolo.
L'influenza di Bernini, però, non scomparve. Quando, un secolo dopo, Salvi progettò finalmente la fontana attuale, la scelta di integrarla nella parete posteriore di Palazzo Poli, di adottare uno sfondo architettonico concavo e scenografico e di fare dell'acqua la protagonista della composizione sono scelte che gli storici dell'arte mettono spesso in relazione con il progetto abbandonato di Bernini, anche se la fontana realizzata è una composizione originale di Salvi.
Come fu scelto il progetto della Fontana di Trevi?
Nel 1730, papa Clemente XII indisse un concorso pubblico per riprogettare finalmente la fontana. Il favorito iniziale era l'architetto fiorentino Alessandro Galilei. Secondo un racconto spesso ripetuto, la scelta suscitò un'ondata di proteste a Roma perché Galilei non era romano: la documentazione dell'epoca sulla disputa è scarsa, quindi considerate questo dettaglio come una tradizione tramandata, non come un fatto accertato.
L'incarico andò invece all'architetto romano Nicola Salvi, ufficialmente nel 1732. La versione ufficiale era che a Galilei fosse stata assegnata, in alternativa, la facciata della Basilica di San Giovanni in Laterano: una mossa per salvare le apparenze che non ingannò nessuno.
Salvi aveva 33 anni ed era relativamente sconosciuto. Non aveva mai costruito nulla di queste dimensioni. Avrebbe dedicato il resto della sua vita alla Fontana di Trevi.
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Il genio di Salvi fu capire che la fontana non doveva necessariamente essere un monumento isolato: poteva occupare l'intera parete posteriore di Palazzo Poli, trasformando un palazzo privato nella quinta scenografica urbana più spettacolare del mondo. La decisione determinò il tratto distintivo della fontana: non è una fontana in una piazza, è la piazza.
La costruzione iniziò nel 1732. Salvi dovette trattare con la famiglia Poli, demolire parti della facciata del loro palazzo, garantire l'afflusso dell'acqua e sovrintendere a un programma scultoreo che comprendeva quattro figure principali e decine di dettagli scolpiti. Il marmo proveniva da Carrara. Il travertino — la roccia grezza alla base — veniva estratto a Tivoli, a 30 km da Roma.
È noto quanto Salvi abbia sofferto per questo progetto. Lavorò per anni in condizioni di umidità, sviluppò gravi problemi polmonari e si dice che si rifiutasse di lasciare il cantiere persino quando era malato. Morì nel 1751, undici anni prima che la fontana fosse completata.
Chi completò la Fontana di Trevi nel 1762?
Dopo la morte di Salvi, il progetto fu portato a termine da Giuseppe Pannini, che seguì i disegni di Salvi. La statua centrale di Oceano e i due Tritoni furono scolpiti da Pietro Bracci. Le figure allegoriche dell'Abbondanza e della Salubrità nelle nicchie laterali furono realizzate da Filippo della Valle. I bassorilievi sovrastanti furono opera di Andrea Bergondi e Giovanni Battista Grossi.
La fontana fu inaugurata il 22 maggio 1762 da papa Clemente XIII, il quarto pontefice a sovrintendere al progetto. Dall'inizio alla fine, i lavori avevano richiesto 30 anni, prosciugato le casse di quattro pontificati e coinvolto una dozzina dei migliori scultori di Roma. Per una panoramica completa di chi fece cosa, leggete il nostro articolo su chi costruì la Fontana di Trevi.
Per decenni, dopo la sua inaugurazione, i romani chiamarono l'intera struttura «Fontana di Salvi». Il nome tornò a essere «Trevi» soltanto nel XIX secolo, quando i viaggiatori provenienti da tutta Europa iniziarono ad arrivare nell'ambito del Grand Tour e adottarono il nome più antico del rione.
Quali restauri ha subito la Fontana di Trevi?
La Fontana di Trevi è stata restaurata almeno sette volte. Gli interventi più significativi risalgono al 1873 (sostituzione dei Tritoni danneggiati), 1988 (pulitura e riparazioni strutturali), 1998 (dopo la caduta di un frammento di cornicione) e, il più recente, al celebre restauro del 2014–2015 sponsorizzato da una casa di moda italiana, per un costo di €2.2 milioni.
Il restauro fu così meticoloso che, durante i lavori, i visitatori potevano attraversare una passerella trasparente installata direttamente sopra la vasca vuota. Fu inoltre introdotto il sistema di illuminazione a LED che illumina la fontana di notte: un notevole miglioramento rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza dalla luce gialla, che per decenni avevano fatto apparire la fontana arancione nelle foto.
Nel 2024, è stato eseguito un secondo intervento di pulizia e impermeabilizzazione, durante il quale è stata installata una vasca temporanea per consentire ai visitatori di continuare a lanciare le monete. È stato allora che il Comune di Roma ha iniziato a discutere più seriamente delle misure per gestire l'affollamento, portando direttamente all'introduzione, nel 2026, di un biglietto facoltativo da €2 per accedere alla terrazza inferiore e ammirare la fontana da vicino.
Come potete visitare oggi la storica Fontana di Trevi?
Le stime recenti indicano un numero annuo di visitatori superiore a 10 milioni, anche se il conteggio è approssimativo, perché la fontana si trova in una piazza pubblica aperta. Il valore delle monete raccolte ha spesso superato €1 milione all'anno: vengono recuperate ogni settimana dal Comune e donate alla Caritas, l'organizzazione caritativa cattolica che utilizza il denaro per mense sociali e programmi di accoglienza in tutta Roma.
Per consigli pratici sulla visita — la nuova tariffa di €2, gli orari migliori per le foto e le regole per il lancio delle monete — leggete la nostra guida completa alla visita della Fontana di Trevi. Per approfondire il significato delle sculture, consultate la spiegazione del significato delle statue della Fontana di Trevi.
Duemila anni dopo che l'acquedotto di Agrippa portò per la prima volta l'acqua sorgiva in questa parte di Roma, la fontana fa ancora parte dello storico sistema dell'Acqua Vergine, anche se oggi pompe moderne fanno ricircolare circa 126 litri al secondo attraverso il monumento e camere di regolazione controllano i giochi d'acqua che i visitatori ammirano. Pochi luoghi a Roma conservano un filo così ininterrotto tra antico e moderno. È questa continuità, più ancora della teatralità barocca, a rendere la Fontana di Trevi un'autentica meraviglia.
Dove potete consultare le fonti di questa guida alla Fontana di Trevi?
Le fonti qui sotto forniscono approfondimenti e informazioni ufficiali per la visita a integrazione di questa guida. Per le modalità di accesso, consultate gli avvisi ufficiali aggiornati, senza considerare le descrizioni storiche come indicazioni sugli orari attuali.
- Turismo Roma — pagina ufficiale della Fontana di Trevi (descrizione, rilievi, storia dei restauri, regole di accesso per il 2026)
- Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (documentazione sulla conservazione e sui restauri)
- ACEA (approvvigionamento dell'Acqua Vergine e rete idrica di Roma)
- Associated Press — riapertura della Fontana di Trevi, pompe e portata di ricircolo (circa 126 litri al secondo)
- Reuters — riapertura della Fontana di Trevi e piani per la gestione dell'affollamento (numero di visitatori, accesso regolamentato)
- Roma Capitale (regole di accesso attuali e avvisi ufficiali)
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Domande frequenti
Quanti anni ha la Fontana di Trevi?
L'attuale fontana barocca fu completata nel 1762, quindi nel 2026 ha circa 264 anni. Sorge però nel punto terminale dell'acquedotto dell'Aqua Virgo, costruito originariamente nel 19 a.C.: l'acqua scorre dunque in questo preciso luogo da oltre 2,000 anni.
Chi commissionò originariamente la Fontana di Trevi?
Papa Clemente XII indisse un concorso pubblico nel 1730 per riprogettare la fontana. L'intero progetto attraversò i pontificati di tre papi — Clemente XII, Benedetto XIV e Clemente XIII — e si concluse sotto Clemente XIII nel 1762. Prevedete un po' di tempo in più per via della folla e, al vostro arrivo, seguite la segnaletica e le indicazioni del personale presente.
Perché si chiama Fontana di Trevi?
Il nome deriva da «tre vie»: le tre strade che convergevano nella piccola piazza in cui sorge la fontana. Sia il quartiere, il rione Trevi, sia la fontana prendono il nome da questo incrocio di tre strade. Prevedete un po' di tempo in più per via della folla e, al vostro arrivo, seguite la segnaletica e le indicazioni del personale presente.
La Fontana di Trevi è mai stata distrutta?
No. Il monumento è stato riparato e restaurato più volte — gli interventi più recenti sono il restauro da €2.2 milioni sponsorizzato da una casa di moda e completato nel 2015, e i lavori di manutenzione eseguiti prima del Giubileo del 2025 — ma non è mai stato demolito né ricostruito da zero.
Che cosa c'era in questo luogo prima dell'attuale fontana?
Vi sorgeva una vasca precedente, molto più semplice, commissionata da papa Niccolò V nel 1453. Prima ancora, fin dall'antichità, il luogo fungeva da punto pubblico di erogazione dell'acqua dell'acquedotto dell'Aqua Virgo, con vasche in pietra grezza e bocche d'acqua. Prevedete un po' di tempo in più per via della folla e, al vostro arrivo, seguite la segnaletica e le indicazioni del personale presente.