Galleria dei Candelabri nei Musei Vaticani

Il corridoio della Galleria dei Candelabri con sculture e volta dipinta
La Galleria dei Candelabri: la prima di tre gallerie consecutive lungo il percorso abituale verso la Cappella Sistina.

Indice

  1. 1. Che cos'è la Galleria dei Candelabri in Vaticano?
  2. 2. Che cosa sono i candelabri della galleria?
  3. 3. Il soffitto della Galleria dei Candelabri è antico?
  4. 4. Quali sculture cercare?
  5. 5. Quanto tempo dedicare alla Galleria dei Candelabri?

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Che cos'è la Galleria dei Candelabri in Vaticano?

La galleria accosta sculture antiche a decorazioni di epoche successive. Imponenti candelabri e colonne in marmi colorati la dividono in sei sezioni.

Un lungo corridoio che i Musei Vaticani descrivono come suddiviso in sei sezioni da imponenti candelabri e colonne in marmi colorati. Lungo le pareti si susseguono sculture antiche e sarcofagi, mentre la volta ospita dipinti della fine dell'Ottocento, risalenti al pontificato di Leone XIII. È la prima di tre gallerie consecutive — seguita da quella degli Arazzi e poi da quella delle Carte Geografiche — che fanno parte di un percorso abituale verso la Cappella Sistina.

Che cosa sono i candelabri della galleria?

I grandi candelabri danno il nome alla galleria e contribuiscono a scandirne le sezioni. Usateli come punti di riferimento visivi, anziché ignorarli mentre vi dirigete verso la Galleria degli Arazzi.

La galleria prende il nome dai monumentali candelabri antichi in marmo — sostegni per lucerne, non lampadari — disposti lungo il corridoio insieme a colonne in marmi colorati per delimitarne le sei sezioni. Sono riccamente scolpiti, con fogliame, animali e motivi mitologici sulle basi e sui fusti. Ogni pezzo ha una propria provenienza e datazione: considerate quindi con cautela le affermazioni generiche che li riconducono a un unico insieme omogeneo, a un solo secolo o a un unico sito di scavo; le didascalie del museo sono la fonte affidabile per ciascun oggetto.

Il soffitto della Galleria dei Candelabri è antico?

No, la decorazione della volta risale agli anni Ottanta dell'Ottocento, sotto Leone XIII. È molto più tarda rispetto alle sculture antiche esposte al di sotto.

Il rinnovamento decorativo della volta fu realizzato negli anni Ottanta dell'Ottocento sotto papa Leone XIII. Annibale Angelini supervisionò i lavori, con dipinti di Domenico Torti e Ludwig Seitz. Il programma iconografico celebra la Chiesa e il pontificato e comprende riferimenti a eventi precedenti della storia della Chiesa, non soltanto agli atti di Leone XIII: la definizione del dogma dell'Immacolata Concezione, per esempio, fu proclamata da Pio IX nel 1854, decenni prima che questo soffitto venisse dipinto. La maggior parte dei visitatori attraversa il corridoio senza mai alzare lo sguardo.

Quali sculture cercare?

Cercate le sculture elencate qui sotto mentre attraversate le sei sezioni. Confrontate le opere all'altezza dello sguardo con la decorazione pittorica di epoca successiva sopra di voi.

  • • Una copia romana dell'Artemide di Efeso. Le file di ornamenti sul petto sono spesso descritte come mammelle, ma il loro significato è tuttora oggetto di dibattito tra gli studiosi.
  • • Il Guerriero persiano — una copia romana in marmo datata dai Musei Vaticani al 110–120 d.C. circa, che raffigura un guerriero persiano mentre solleva una spada per difendersi. È in marmo, non in bronzo, e non raffigura un arciere.
  • • Ganimede rapito dall'aquila di Zeus.
  • • Sarcofagi con rilievi mitologici: battaglie, creature marine e stagioni.

Quanto tempo dedicare alla Galleria dei Candelabri?

Prevedete circa dieci minuti per osservare la galleria con calma, anziché limitarvi ad attraversarla. Proseguendo verso la cappella, seguite il percorso indicato al momento verso le Gallerie degli Arazzi e delle Carte Geografiche.

Da otto a dieci minuti sono sufficienti per ammirare i candelabri, le sculture principali e la volta. La maggior parte dei visitatori attraversa la galleria in circa tre minuti. Rallentare qui prepara anche a ciò che segue: le Gallerie degli Arazzi e delle Carte Geografiche, le Stanze di Raffaello e la Cappella Sistina.

Domande frequenti

Dove si trova la Galleria dei Candelabri?

È la prima di tre gallerie consecutive — Candelabri, Arazzi e infine Carte Geografiche — che fanno parte di un percorso abituale verso la Cappella Sistina, dopo gli ambienti dedicati alla scultura del Museo Pio-Clementino. Il percorso di visita può variare. Prendete come riferimento le sei sezioni, scandite da grandi candelabri e colonne in marmi colorati, per suddividere la visita in tappe.

Che cosa divide la galleria in sezioni?

I Musei Vaticani descrivono la galleria come suddivisa in sei sezioni da imponenti candelabri e colonne in marmi colorati. Se volete fare più di un semplice passaggio, prevedete circa dieci minuti per osservarla con calma. Da qui si prosegue abitualmente verso le Gallerie degli Arazzi e delle Carte Geografiche, ma la segnaletica presente ha sempre la precedenza su qualsiasi sequenza presunta tra le ali del museo.

Il soffitto è antico?

No. La decorazione della volta risale agli anni Ottanta dell'Ottocento e fu realizzata sotto papa Leone XIII, con la supervisione di Annibale Angelini e dipinti di Domenico Torti e Ludwig Seitz. Prendete come riferimento le sei sezioni, scandite da grandi candelabri e colonne in marmi colorati, per suddividere la visita in tappe.

È una tappa obbligata?

Normalmente la si attraversa per raggiungere la Cappella Sistina. Dieci minuti senza fretta vi permetteranno di scoprire molto più di un passaggio veloce. Se volete fare più di un semplice passaggio, prevedete circa dieci minuti per osservarla con calma. Da qui si prosegue abitualmente verso le Gallerie degli Arazzi e delle Carte Geografiche, ma la segnaletica presente ha sempre la precedenza su qualsiasi sequenza presunta tra le ali del museo.

È consentito scattare fotografie?

Sì, senza flash. Prendete come riferimento le sei sezioni, scandite da grandi candelabri e colonne in marmi colorati, per suddividere la visita in tappe. Il soffitto fa parte della decorazione ottocentesca: non va quindi considerato antico solo perché lo sono le sculture sottostanti.

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